Mi sono perso, dicono, e con buona ragione, i miei, la mia stanza, quella dei fratelli e fratelli-cugini pure, i materassi a terra per
I. Ogni ricordo s’incaglia, il cavalluccio stramazza, mentre dopo la boscaglia gridano Führer in piazza, e lui vestito di rosso, come una preda che
XIII Ho infiniti ricordi che sono stati vicini nella tua assenza. Te che bevi il latte nuda in cucina e io penso a Eraclito,
12. DENTRO L’ISOLA Terra ti troverò solo quando sarò veramente in cammino. Sarò i tuoi colori. Terra fruttifera, di mulattiere e trazzere, residui di
col tempo, le parole mi avrebbero ucciso, fuoco sacro evirato a torcia umana per le wunderkammern dei cronicari. le dispersi in ogni taccuino che
Giugno. Espirando, un’aria vecchia abbandonavo. Una traccia e la sua cancellatura – e i sorrisi già sorrisi piantati come semi in una terra nera.
Tu sei una scarpa, mio Signore, una scarpa rotta. Raccogli i nostri passi, le soste, le corse. Noi così assoluti, tu così precario, così
ORO All’improvviso, un bagliore di oro e ghiaccio illumina uno spazio quadrato della sala taglio. Dalla cella grande utilizzata per i prodotti pronti per
A questo punto, pensaci, gran parte del tempo che ci spetta è già entrato nel silenzio del suo coma e il tempo che ancora
In silenzio si dissangua il cuore, si dissangua l’anima lentamente. Nel pianto che ti goccia nelle viscere si perde il cuore. Si dilegua l’anima.