[…] La società si finge una totalità che vive da sé e per sé. Ma anche se la società viene concepita come unità indivisibile,
[…] La mutazione reale, vera, dopo questo fallimento della Storia e dell’utopia venuto con gli anni Settanta, è stata quella degli anni Ottanta, Novanta
[…] Ecco, ho finito. Ho finito anche di essere uno scrittore – se mai lo sono stata -, ma sono lieta di averlo tentato. Sono
I. Da lontano – arriva al poeta la parola. Lontano – arriva il poeta con la parola. Per pianeti, per tracce… crepacci di leggende
Caro R. P., non abbiamo dunque affatto preso « sul serio » la cosmoetimologia del Cratilo, e tuttavia ci è piaciuta intensamente. Ché
Cardellino mio, reclinerò la testa… OSIP MANDEL’ŠTAM Estate finita, ero lì a Sartasý,
[…] Quel che caratterizza allora l’esperienza di un «infinito» (lasciando la parola tra virgolette, come ciò che non cessa di sfuggirci nel momento in
Parole a un pubblico immaginario Ho scritto la mia prima poesia a vent’anni in una stanza diroccata. Di là dalla finestra c’era il mare,
E chi mi impenna, e chi mi scald’il core? Chi non mi fa temer fortuna o morte? Chi le catene ruppe e quelle
Poesia rubata Frans Budé 60 Fino ai cespugli fitti sul fondo del giardino, ogni cosa stupita, come in altrui potere. L’estate ci bruciava, l’acqua