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Paolo Benanti, La nuova logica del dominio, Laterza 2026

  

[…] Aver identificato nella condizione umana una condizione tecno-umana, e aver fatto emergere il linguaggio come artefatto tecnologico fondamentale per la nostra specie, ci consente di poter delineare l’orizzonte entro cui si muoverà la nostra analisi. Artefatti tecnologici – di cui gli artefatti linguistici sono un sottoinsieme -, potere ed etica sono gli elementi fondamentali che forniscono la trama su cui la computazione e le trasformazioni del digitale e delle intelligenze artificiali stanno descrivendo l’ordito della nostra contemporaneità. Per poter indagare e far emergere come non si dia oggi innovazione tecnologica che non si mostri come disposizione di potere, e come l’etica delle tecnologie sia il necessario guardrail sociale per addomesticare queste forme di potere al costrutto sociale democratico, dobbiamo introdurci all’interno della complessa interconnessione che si dà tra relazioni umane, potere ed etica. […]

Dal cap. 1

«Una rivoluzione silenziosa ma profonda sta rimodellando ogni aspetto della nostra esistenza: è la rivoluzione del potere computazionale. Non si tratta di scenari fantascientifici, bensì di una trasformazione quotidiana che pervade le nostre abitudini e altera la trama stessa della vita di tutti i giorni: una trasformazione digitale e computazionale del nostro vivere. Questa metamorfosi è così pervasiva da spingerci non solo a adattare il mondo, ma anche la nostra stessa rappresentazione della realtà, al modo in cui funzionano le tecnologie basate sulla computazione. L’impatto di questa tecnologia è tale che essa non lascia le cose come stanno, bensì cambia, in una maniera nuova e legata al software, la natura degli oggetti, crea nuove forme di agenti, plasma delle abitudini, delle aspettative e delle istituzioni inedite, sovvertendo l’ordine esistente senza necessariamente crearne uno nuovo.»

Dall’introduzione

Se un tempo il potere era un’entità visibile, incarnata in monarchi, Stati o istituzioni, oggi si presenta come una forza disincarnata e onnipresente. Non risiede in un palazzo, ma in una rete, in un algoritmo, in un’infrastruttura di dati che attraversa i confini nazionali e invade la sfera privata. È il potere computazionale. È capace di modellare le nostre opinioni, le nostre abitudini e persino la nostra identità. Non si impone con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo. Ci sfida a ridefinire concetti come libertà, giustizia e democrazia perché i dati sono la nuova moneta e gli algoritmi i nuovi legislatori. Non appartiene a un solo attore, ma è frammentato tra le grandi aziende tecnologiche, i governi e gli individui che lo usano per scopi diversi. Come possiamo assicurarci che sia usato per il bene collettivo e non per gli interessi di pochi? Di fronte a un potere così vasto e pervasivo, l’etica della tecnologia non è un semplice accessorio, un’appendice morale da aggiungere a posteriori, ma la condizione necessaria per garantire la coesistenza democratica e la giustizia sociale. Paolo Benanti affronta con grande chiarezza e organicità questi temi scrivendo un libro indispensabile per capire il nuovo, e sempre mutevole, volto del potere.

Dalla quarta di copertina

P. Benanti, La nuova logica del dominio. Potere computazionale, democrazia e condizione umana, Laterza 2026. 

Paolo Benanti insegna Filosofia morale presso la Luiss Guido Carli ed è docente di Etica della tecnologia presso la Seattle University. È membro dell’High-Level Advisory Body on Artificial Intelligence e presidente della Commissione per lo studio dell’impatto delle AI sull’editoria e il giornalismo. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Digital Age. Teoria del cambio d’epoca. Persona, famiglia e società (San Paolo 2020); Ricordare troppo. Eccessi di memoria da Borges alle neuroscienze (Marietti 2020); La grande invenzione. Il linguaggio come tecnologia dalle pitture rupestri al GPT-3 (San Paolo 2021); Human in the loop. Decisioni umane e intelligenze artificiali (Mondadori Università 2022); Noi e la macchina. Un’etica per l’era digitale (con S. Maffettone, Luiss University Press 2024).

  

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