Marina Cvetaeva
I.
Da lontano – arriva al poeta la parola.
Lontano – arriva il poeta con la parola.
Per pianeti, per tracce… crepacci di leggende
accidentate passando. In mezzo ai no e ai sì,
lui scova un gancio perfino precipitando
da un campanile… Perché i poeti –
seguono rotte di comete. Ai rotti anelli
della causalità legandosi. Voi – fronti in su –
strappatevi le vesti! Non governate
da calendari, le loro eclissi. Il poeta
è quello che rimescola le carte,
che fa su peso e conto la cresta,
quello che fa domande dal banco,
e Kant disorienta. Quello che sta
dentro la tomba-stele alle Bastiglie
come un albero nella sua venustà…
Quello che sempre sperde le sue tracce,
il treno che nessuno prende in tempo…
Perché i poeti –
seguono rotte di comete:
ardere senza scaldare, svellere,
non coltivare – scoppio e scasso –
Con un tragitto di criniera folta, attorto.
Non governato da calendari!
8 aprile 1923.
*
2.
C’è al mondo chi è superfluo, aggiunto,
escluso dalla campitura oculare.
(Nei vostri elenchi non annoverato,
in fosse di spazzatura ha dimora).
C’è al mondo chi è svuotato, strattonato,
e non fa motto: – è letame, è chiodo –
la falda delle vostre sete gli si impiglia!
La fanghiglia sotto le ruote lo disdegna!
C’è al mondo chi è invisibile, irreale:
(segno: marchio di lebbrosario!)
Ci sono Giobbe al mondo
che Giobbe invidierebbero – giacché:
poeti siamo, in rima con paria, però
poi contendiamo, straripando,
dio alle dee, e le vergini
alle divinità maschili!
22 aprile 1923
*
3.
Che ci sto a fare io, cieco e bastardo,
in un mondo di vedenti e legittimi,
dove per anatemi, come per bastioni,
corrono le passioni! Dove chiamano
qualunque moccio – compianto!
Che ci sto a fare io, cantrice, costola
e mestiere! – Filo di telegrafo! Siberia!
Calura! In bilico sui miei deliri
come su un ponte! Così impalpabili,
in questo mondo di pesi.
Che ci sto a fare io, primogenito e bardo,
in un mondo dove il nero più pece è grigio!
Dove l’ispirazione la conservano –
nei termos! Così incommensurabile,
in questo mondo di misure?!
22 aprile 1923
M. Cvetaeva, Ai poeti. Versi per Blok, Achmatova, Majakovskij e Puškin, Einaudi 2026. A cura di Paola Ferretti.