Fascinazioni

Giordano Bruno

 

    E chi mi impenna, e chi mi scald’il core?
Chi non mi fa temer fortuna o morte?
Chi le catene ruppe e quelle porte,
onde rari son sciolti et escon fore?
    L’etadi, gli anni, i mesi, i giorni e l’ore
figlie et armi del tempo, e quella corte
a cui né ferro né diamante è forte,
assicurato m’han dal suo furore.
    Quindi l’ali sicure a l’aria porgo,
né temo intoppo di cristall’o vetro;
ma fendo i cieli, e a l’infinito m’ergo.
    E mentre dal mio globo a gli altri sorgo,
e per l’eterio campo oltre penetro:
quel ch’altri lungi vede, lascio al tergo.

 


G. Bruno, De l’infinito, universo e mondi in Dialoghi filosofici italiani, Meridiani Mondadori 2005. A cura e con un saggio introduttivo di Michele Ciliberto.

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