Lingua viva

Alfonso Tramontano Guerritore

 

I

Se il fuoco spaventa gli ospiti tu digli
di non temere l’inverno
con un recinto e un fosso al centro
avranno un posto per non fingere
col cibo sufficiente e le donne
sarà pronto per la notte

sembra un parcheggio, si lamenteranno
sembra un sogno
disordinato sotto il tiro dei venti
con i piedi e i desideri nel ghiaccio
quando il nero avrà preso possesso
dei colori del loro volto
sarà abbastanza

a quel punto la casa andrà in fiamme
con il cuore accecato degli invasori
sotto le coltri tutti insieme
avranno una lapide per parlare al futuro
diranno
quando la giustizia usò le mani
fece una trappola di accoglienza
e strinse altre mani sporche
di sangue versato

 

*

  

XXV

È inutile il mondo ricreato
sulla base di una violenta
presunzione: siamo il mondo
per decidere del mondo
ci perseguita
la mappa arroccata
priva di pezzi
è una carabattola triste
sfuggita come latte dalle mani
ci sono molle dappertutto ma non
la forma pura del gioco

un giorno
all’uscita da scuola
cademmo nella polvere tra i pugni
braccia fiere distese
sentivano parole di terriccio
sputavano terra
tua madre
la peggiore delle offese
avevo il sangue in bocca ero già
il preludio
alla pace

 

*

 

XXXVIII

Mi serve anche oggi un nuovo nome
per il dolore rinato nella testa
poi un altro per il piacere
che mi scorre tra le gambe
dopo uno sfogo per non pensare
la rimozione non basta
mi lascia insofferente
tradisco quello che so già
vorrei una carta da viaggio
senza i nomi dei paesi delle soste
ripensare al dialogo quotidiano
tre me
e il mio cuore
un programma automatico mi sfida
a non fare alcuna attenzione
a questa sommossa per ogni istante
al funzionamento più intimo racchiuso
nella parte non visibile io
forse devo avere per forza
una prateria, da qualche parte
una strada che non ricordo
dove non trovare
una stazione di autobus
un appuntamento in cui sperare
per una volta neanche i suoni
delle frasi, delle parole
senza vedere in una nube di polvere
da qualche parte all’orizzonte
il ritorno annunciato di una cavalleria
pronta ad obbligarmi a dirmi
con le armi spianate
questo è il male, guarda
per sparare uccidermi di nuovo
e sul mio corpo fare una preghiera
a mani giunte per dire
questo è il bene

 


A. Tramontano Guerritore, Gli stati dell’acqua, LietoColle 2018

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