(Non)margini del testo, di Antonio Devicienti
Margini della scrittura (intendo quelli visibili dell’impaginazione tipografica) – scorrerli con lo sguardo cominciando dall’alto a sinistra, spostarsi fino a destra, scendere verticalmente in basso…
All’interno dell’impaginazione il testo si muove, nella mente s’increspa, riverbera mondi.
Nel testo appare un’altra scrittura (non intendo quella dei righi, delle giustificazioni, degli allineamenti, degli elenchi…), si dà a vedere la trasparenza del testo, spazio dell’immaginazione.
È bello tenere tra le mani un libro, apprezzarne la qualità della stampa, sentire sotto i polpastrelli delle dita i quasi impercettibili avvallamenti dell’inchiostro – il testo e la scrittura (che lo rende trasparente allo sguardo che legge) sono lì dentro, noce di Amleto che contiene mondi.
quindi non sono l’unico con questa parafilia-patologica-tipo-grafico-cartacea