Lingua viva

Vanna Carlucci

 

Salvare il verso giusto.
Una protesi sull’osso:
il taglio
la lingua
questa maledetta verità.

Ti scrivo la parola
un segnale.
Risorgere, tu ed io,
come cicale.

Cosa mostrare
cosa dire
lasciare masticare nella bocca
e dopo deglutire

 

*

  

Ogni parola è l’immagine di una mancanza
              [che viene trattenuta
è il gesto di uno sguardo che cerca nel vuoto una rientranza
l’alchimia di una carezza
e la notte si fa più interna se la mano resta esile e sola
e gli occhi cedono al ricordo dello stormire remoto
              [degli uccelli quando
disgregano il cielo beccando l’aria.

Questi occhi
due pesi oltre il buio
cadevano senza ritorno
in un piccolo silenzio pieno di sassi.

 

*

  

Ho perduto la grammatica del pensiero
l’ho perduta mentre vivevo.

La poesia, questa parete di luce
questo impianto di carne nell’universo
batte un dolore.
Non scrivo.
C’è tutto un peso che ancora impedisce
la circolazione viva del linguaggio.
Il sangue negli occhi.
Lascio che agisca secondo natura
senza atti
né parole.

 


V. Carlucci, La parola anfibia, Il Convivio Editore 2025, collana Occhionudo.

  

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