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Strage di Bologna 2 agosto 1980

  

Il 2 agosto del 1980 un ordigno ad alto potenziale collocato nella sala d’aspetto della stazione centrale di Bologna provoca il crollo dell’edificio ed investe il treno che si trova sul primo binario. Muoiono 85 persone e oltre duecento persone rimangono ferite: è il più grave attentato della storia repubblicana. […] Tuttavia le indagini della magistratura di Bologna per giungere alla verità subiscono fin da subito una serie di depistaggi da parte dei nostri servizi, il Sismi e il Sisde, e il rapporto tra servizi segreti, rete della P2 ed eversione di destra, con i Nar a sostituire la funzione di supporto promossa in precedenza da Ordine Nuovo, mostra uno scenario per molti versi simile a quello che aveva caratterizzato la fase precedente della strategia della tensione, ossia il periodo tra il 1969 e il 1974. Se seguiamo il filo dell’inchiesta bolognese ci sono alcuni elementi di notevole interesse che vanno segnalati, per poter ricondurre anche la strage di Bologna nell’ambito della ricerca della logica di fondo della Prima Repubblica che ci siamo prefissati. Le indagini hanno portato alla condanna definitiva quali esecutori dell’attentato di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini (quest’ultimo condannato nel 2020 in una seconda fase processuale), appartenenti ai Nar, una sigla eversiva di estrema destra. […] La «rete occulta di condizionamento» che agiva in quegli anni e che, come abbiamo considerato, operava quantomeno dal 1974 con la forte spinta della P2, che agiva in connessione con ambienti del Sismi e del Sisde, portò a sostenere diverse azioni di depistaggio, per le quali sono stati condannati con pene pesanti Licio Gelli, capo della loggia P2, Francesco Pazienza, collaboratore del Sismi, il generale Musumeci, dirigente del Sismi iscritto alla P2, ed il tenente colonnello Belmonte, braccio destro di Musumeci. Tra i tentativi di depistaggio messi in atto da Musumeci insieme a Belmonte ci fu il ritrovamento sul treno Taranto-Milano del 13 gennaio 1981 di una valigia contenente esplosivo, armi e documenti falsi, per indirizzare le indagini verso una pista estera di matrice palestinese. La pesante interferenza degli ambienti del Sismi sulle indagini configura anche la strage di Bologna come una «strage di Stato» e la fa ricondurre alla logica della strategia della tensione. I lunghi anni delle indagini e dei processi sulla strage ci mostrano alcuni aspetti della vicenda che appaiono interessanti per approfondire questa logica stragista e la sua connessione con quella «rete di condizionamento» interno attiva in Italia durante gli anni della Prima Repubblica.

La strage di Bologna è un atto che necessita di una precisa organizzazione di supporto e che per le sue caratteristiche rappresenta in modo evidente un gesto con un chiaro e voluto intento politico e intimidatorio. Peraltro la scelta di Bologna, città simbolica della sinistra italiana e in particolare del Pci, non può essere casuale. È opportuno fare luce su alcuni aspetti ed episodi dell’inchiesta della magistratura bolognese. Vito Zincani, il sostituto procuratore generale che ha firmato il rinvio a giudizio alla base dei processi per la strage, ha espresso forti dubbi sull’azione dell’allora procuratore generale di Bologna Ugo Sisti. In particolare secondo l’inchiesta Sisti comunicò ai servizi segreti, sia il Sismi che il Sisde, in modo del tutto irrituale l’avvio di una indagine su una pista estera sollecitata poche settimane dopo dalle dichiarazioni di un esponente dell’Olp e tenne poi nei mesi successivi alla strage relazioni strette con i nostri servizi segreti, secondo le dichiarazioni di Zincani apparse in un lungo approfondimento. Il procuratore Sisti venne inoltre individuato nel corso di una perquisizione presso l’albergo di Aldo Bellini, il padre di uno dei sospettati della strage, il terrorista Paolo Bellini, a sua volta estremista di destra e conoscente del procuratore bolognese. […] Dalle indagini emerse poi che uno dei condannati, Gilberto Cavallini, usasse un sistema di riconoscimento, attraverso la corrispondenza dei numeri di serie delle mille lire, usato a quel tempo come sistema dagli aderenti alla rete paramilitare di Gladio per ricevere armi dalle caserme dei carabinieri. La logica dell’impianto accusatorio, come conferma il giudice Zincani, utilizza il metodo dei cerchi concentrici, passando dall’ipotesi del delitto a quello della banda armata per arrivare al reato di strage. Se il livello dell’esecuzione e organizzazione è stato provato, portando alle condanne definitive, così come anche lo snodo del rapporto della P2 ed il sistema dei servizi coinvolti nei depistaggi, solo nel 2020 la Procura di Bologna, attraverso nuove indagini, è arrivata a predisporre un impianto accusatorio in grado di integrare gli elementi relativi agli esecutori e a notificare gli avvisi di conclusione dell’indagine che vedono il terrorista Paolo Bellini, ex membro di Avanguardia nazionale, che si aggiunge agli altri esponenti del Nar già condannati come esecutori, e indicano i nomi dei mandanti, che sono stati dalla Procura di Bologna individuati in personaggi piuttosto noti, ossia Licio Gelli, il suo braccio destro Ortolani, l’ex direttore dell’Uar Umberto Federico D’Amato, e Mario Tedeschi, giornalista direttore del Borghese e affiliato alla P2. È il caso di prendere in considerazione la lunga parabola di Federico Umberto D’Amato, non tanto per cercare dei presunti «grandi vecchi» della strategia della tensione, quanto per osservare come il suo ruolo si sia svolto come snodo di una connessione che tiene insieme i servizi Usa (come avvenne con la liberazione di Borghere a fianco di Angleton), l’eversione nera (con il rapporto con Avanguardia nazionale e Stefano Delle Chiaie per le operazioni di propaganda occulta) e il suo ruolo chiave come sovrintendente per molti anni della segreteria del Patto Atlantico e rappresentante degli uffici del Ministero dell’Interno che agivano di raccordo con i vertici Nato (in particolare l’Uspa, Ufficio sicurezza interna del Patto Atlantico, del quale D’Amato era il rappresentante italiano). 

[…]

In ogni caso appare necessario riflettere sulle possibili motivazioni della strage di Bologna, l’ultimo e il più grave di quella striscia di sangue e ricondurla al contesto in cui avviene. L’Italia del 1980, con la fine della stagione della solidarietà nazionale e l’avvio di una stagione politica di stabilizzazione centrista, non era certo quella in fermento del 1974. Il quadro del movente politico non appare quindi ancora completamente chiaro e le ipotesi in campo sono diverse e tra questa va anche citata l’ipotesi che la strage potesse servire a distrarre l’opinione pubblica dalle conseguenze dell’abbattimento dell’aereo di Ustica e dalle relative responsabilità della Nato in questo tragico evento. Tuttavia la ricostruzione storica non può prescindere dalle inchieste e dalle sentenze della magistratura. In quei mesi abbiamo in Italia il momento di maggior potere da parte della Loggia P2 di influenza sulle istituzioni e di condizionamento sui servizi segreti e l’eversione nera. L’obiettivo dell’attuazione del Piano di rinascita democratica sembrava proseguire con forza, fino alla possibile istituzione di una Repubblica presidenziale di stampo autoritario che prevedesse il controllo dei mass media. […] Quello che è certo è che la strage di Bologna sia servita soprattutto a chi allora voleva mettere sotto pressione l’Italia, bloccare il cambiamento, indebolire la partecipazione democratica, favorire il disimpegno e il cinismo dei cittadini, insomma preparare il terreno adatto a quella svolta autoritaria e tecnocratica che il Piano di rinascita democratica aveva teorizzato e progettato e che in quei mesi riteneva di poter attuare, così da determinare le scelte della politica italiana.

R. Benini con V. Scotti, Sorvegliata speciale. Le reti di condizionamento della Prima Repubblica, Rubbettino 2023.

  

Bologna, 2 agosto 1980 – Doc ita (2024)

  

I mandanti – Puntata 6 – Intervista a Benedetta Tobagi

  

Un solo errore – Bologna 2 agosto 1980

  

Le indagini e i processi

 

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