Edmond Jabès
L’albero volante
Che i boschi abbiano alberi,
che c’è di più naturale?
Che gli alberi abbiano foglie,
che c’è di più evidente?
Ma che le foglie abbiano ali,
ecco qualcosa per lo meno di sorprendente.
Volate, volate, begli alberi verdi.
Avete il cielo aperto.
Ma state attenti all’autunno, fatale
stagione, quando le vostre migliaia e migliaia
d’ali
tornate foglie,
cadranno.
*
L’asino in pena
Un asino era davvero in pena
a raccontare la sua vita d’asino
al bel cavallo bianco
che lo sdegnava.
«Esprimiti come un cavallo»,
gli diceva il cavallo.
E l’asino gli rispondeva:
«Non posso che esprimermi come un asino:
lo sono.»
Ma irritato il cavallo gli diceva
«Un asino sta zitto davanti a un cavallo.
Non te l’hanno insegnato?»
E l’asino piangeva, piangeva.
E le sue lacrime – era mattino di una torrida estate –
rinfrescavano il suolo che, a modo suo,
ringraziava.
E. Jabès, Piccole poesie per i giorni di pioggia e di sole, San Marco dei Giustiniani 2001. Traduzione di Federico Nicolao. Con una nota di Ippolito Pizzetti.