Lingua viva

Nūrī al-Jarrāḥ

 

Vitalità bruciata

Io, o signore, ho la bocca chiusa incollata
la mia parola è un’ancora pesante
da qui, da questa profondità
ho visto il mio grido in un letto e il mio corpo in un altro,
e non sono partito
stregato, mi aggiro dove sono morto.
È meglio, o signore, che io rimanga qui tra due parti di giorno.
Non c’è una spiga, e non c’è luce neanche nella spiga
non c’è coltello per vedere sulla lama traccia del mio sangue.

O signore, a volte, qui un istante,
ciò che è stato detto, è ancora nascosto,
l’acqua nera scorre e si incrina il legamento della spalla.
Tutto ciò che mi appare, perché ho dormito, perché mi sono alzato
la rosa rossa era
nera nel bicchiere
e la mia mano bruciata
e il mio occhio nel chiudersi si sveglia.

Bianca mia poesia, o signore, bianca come la mia mano bruciata.

   Harley st. 61, 1994

 


Nūrī al-Jarrāḥ, Esodo dall’abisso del Mediterraneo. Poesie scelte, Mondadori Education 2023. Traduzione e cura di Francesca Maria Corrao.

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