Trasfusioni

Paul Vangelisti, Movente e opportunità, a cura di Lorenzo Mari

2.

E non labrum bensì librum, ‘estratto dalla corteccia 
di un albero’, una melodia certamente altra. 

La poesia ora eccentrica rispetto a quello 
che accompagna la manutenzione dell’impero. 

E il mot juste, il chiarimento che c’è
chi è stato censurato, esiliato, incarcerato,

scuoiato vivo, persino, e smembrato.
E il cosmo, Dennis, che scorre verso ovest

sulla Beverly al di là del parabrezza.

3.

E in questo mondo avvolta un’ombra
sublime, che accenna all’oscurità.

Non c’è alcun messaggio. Il messaggio è che
persino l’amore si mangerebbe la carriola rossa.

Tra di noi una membrana di testo, esigua,
irreparabile forse, che porta il tuo nome.

7.

Attendevamo la pioggia e invece –
o brezza leggera, o tiepida luce! –

un pomeriggio perlopiù gradevole,
nuvole e smog in sospensione sull’orizzonte.

La ‘volontà di cambiare’ (parole di Olson)
meno volente, giorno dopo giorno più meccanica.

In funzione delle vite di chi rischia di vivere
in quel modo, placidamente. Con la curiosità,

mie bellezze, degli angeli che stiamo diventando.

*

2.

And not labrum but librum, ‘from the bark
of a tree,’ a melody certainly other.

Poetry now an eccentricity to what
accompanies the maintenance of empire.

And the mot juste, the clarity that
people were censored, exiled, imprisoned,

flayed alive even and dismembered for.
And the cosmos, Dennis, streaming west

on Beverly behind the windshield.

3.

And in this world a furled shadow
sublime, beckoning in obscurity.

There’s no message. The message is that
love too would eat the red wheelbarrow.

A membrane of text between us, scant,
irreparable maybe, with your name on it.

7.

We were expecting rain and instead –
O small wind, O tepid light –

a mostly pleasurable afternoon,
cloud and lingering smog on the horizon.

The ‘will to change’ (Olson’s words)
less willful, more mechanical daily.

Depending on the lives of those who risk
living in that quiet way. Curious,

my beauties, the angels we’re becoming.


“Driving Platitudes” è la prima sezione dell’ultimo libro di Paul Vangelisti, “Motive and Opportunity” (Shearsman Books, 2020). Dedicata al poeta Dennis Phillips, la sezione ripercorre, nei suoi 10 testi, il tragitto della Beverly Boulevard, strada che si estende per quasi 18 chilometri da LA Downtown a Beverly Hills, attraversando, anche, diverse “platitudes” – “luoghi comuni”, nella doppia accezione, forse, di “espressioni formulaiche” e di “luoghi di possibile comunanza”. Paul Vangelisti, nato in California nel 1945, è attivo sulla scena poetica statunitense da parecchi decenni, come autore, agitatore culturale e traduttore in inglese di numerosi poeti italiani (Adriano Spatola, Corrado Costa, Giulia Niccolai, solo per citarne alcuni). Nei testi di questa sezione fanno capolino, invece, alcuni riferimenti alla storia della poesia statunitense del Novecento, come, ad esempio, la “red wheelbarrow” che rimanda agli omonimi testi di William Carlos Williams (1923) e, in particolare, di Jack Spicer (1959), nonché la citazione da “The Kingfishers” (1953) di Charles Olson.

Lorenzo Mari

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