Anna Ruchat – Luoghi della memoria
Pietra assalita dal muschio
non tace
per quanto spezzata
Continua a gridare alla terra
la morte di un bambino
*
Spazio limitatissimo dell'urna
infinito tempo
s'incontrano sul crinale del nome
Lo schermano
nella stagione della luce
ortensie azzurre e altre
piante d'ombra
a far sì che il vento
non scompigli le lettere
*
Sotto il verde gigantesco dei pini marittimi
anche pallide ali di angeli
affranti
coprono le pietre tombali che parlano
lingue straniere.
Una vegetazione cosmopolita assale
mausolei e lapidi
mentre i nomi insistono incisi nel marmo
sotto le foglie cupe degli arbusti.
Ogni respiro
Di persona viva
trapassa
in questo giardino dell'eterno
le nervature del tempo
le geografie dell'esistere
*
Come i capillari sulle mani dei vecchi
corrono le venature del marmo
più nette
sul grigio pallido
ghiaccio
Il nome al centro
tatuaggio prodigioso
formula magica
che spalanca
le porte del tempo
*
Chissà se si ricordano di noi
i morti
ogni volta che in quella loro altra vita fioca
ci sentono
e da dietro la sterpaglia della
memoria
nelle strade, nelle case
magari ci osservano
chissà
se ancora rimpiangono
quel su e giù del respiro
quel tradurre avanti e indietro il dolore
quando ci vedono
e pur di guardare non gridano
Testi di Anna Ruchat apparsi nel leporello Luoghi della memoria a cura di Anna Ruchat, con dipinti di Johann Jakob Frey e fotografie di Giovanni Giovannetti, Ambasciata di Svizzera in Italia per il Cimitero acattolico di Roma, 2008.