Fascinazioni

Samuel Beckett

La falesia

Finestra tra cielo e terra non si sa dove. Dà su una falesia incolore. La cima sfugge all’occhio dovunque esso si posi. Anche la base. Due lembi di cielo perennemente bianchi la fiancheggiano. Il cielo lascia forse intuire una fine della terra? L’etere più su? Di uccelli marini nessuna traccia. O troppo chiara per vedersi. E poi quale prova di una faccia? L’occhio non ne trova alcuna su cui posarsi. Esso rinuncia e ci si mette l’immaginazione. Infine emerge dapprima l’ombra di una cornice di roccia. Pazienza si animerà di resti mortali. Un cranio intero ne viene fuori per finire. Uno solo tra quelli che valgono di tali frantumi. Dall’osso frontale tenta ancora di tornare nella roccia. Le orbite lasciano intravedere lo sguardo di un tempo. A tratti la falesia scompare. Allora l’occhio vola verso i bianchi lontani. O distoglie lo sguardo da davanti.


Testo tradotto da Paolo Bertinetti.

S. Beckett, Racconti e prose diverse, Einaudi 2010.

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