Yongjia Xuanjue, Il canto dell’illuminazione, Ortica 2017
Alcuni proveranno a calunniarti, altri ad ingiuriarti.
Ma chi cerca di bruciare il cielo con una torcia può solo stancarsi inutilmente.
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Nessuno sa di possedere già dentro di sé l’embrione della consapevolezza di Ciò che realmente è.
Il quale, come una gemma preziosa, rifulge in ognuno di noi.
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Non c’è peccato, non c’è merito, non c’è guadagno, non c’è perdita.
E non c’è alcuna altra domanda per chi ha raggiunto tale assoluto stato di quiete.
Raccolta di aforismi di Yongjia Xuanjue, monaco della scuola buddhista Chán (Zen) o della “Improvvisa Illuminazione”. La scuola si edifica sulla nozione di non-dualità: nessun individuo e nessun Buddha, nessun bene e nessun male, nessun peccato e nessun merito, nessun progresso sulla via graduale del risveglio davvero esiste.
La vera essenza di tutto ciò che esiste è la coscienza non duale: la dualità è solo una contaminazione della mente, un ostacolo alla rivelazione della vera natura della realtà.
Dalla quarta di copertina
Y. Xuanjue, Il canto dell’illuminazione, Ortica 2017. A cura di Fabio Zanello.
Yongjia Xuanjue (665-713), monaco buddista che visse in Cina alla fine della Dinastia Tang. Conosciuto come “l’illuminato da un giorno all’altro” perché giunse all’illuminazione in un solo giorno.