Nico Bleutge, di notte splendono le navi, La Vita Felice 2025
tastare, afferrare, nulla batte più veloce
quando la sera abbandoniamo la vista
a sillabe brevi, ridette. chi intende. dove
si collega il cavo? da distinguere:
tremare e la forza dell’odore. il sensore
si attacca da questo lato. punto di
aderenza. fasci, e se percepissero? se persino
si percepissero? venti vertebre toraciche
e lombari. sulla scocca. sullo schermo. quasi
evitare errori nell’installazione. sarà subito
stabilito un contatto. inoppugnabile. comunicare
oscillazione ai sensori: cerca! un cuore
elastico. certo, in undici secondi, ecco cosa abbiamo –
il vento, l’umidità – scoperto
*
la lingua pungente. gli aspri venti restano
nelle loro camere nulla si mostra
dell’entroterra, delle palizzate
ricorda durame e scorta e fonte
fatti di sale e ammessi senza riserve
come ciò che chiamano terra, coste tese
all’indietro come scrosciare, sferragliare, sospingere oltre-
modo il loro liquefarsi come le acque mute
mai in anticipo, le quote pattuite
che non costringono a parlare. sorveglia
come nulla dei depositi, nulla dei cambi
come essere sulle rotte, prosciugàti
i confini fluviali. sovrapposizioni. mettere
la mano sul fuoco, risciacquata dal mare
La poesia di Nico Bleutge – alla prima pubblicazione in Italia – è costruita attraverso un lavoro meticoloso e minimale di microscopiche tensioni: percezioni corporee, citazioni letterarie e frammenti di paesaggio sono giustapposti e connessi a residui megalitici della vita del capitalismo globale. Nei suoi versi attraversiamo un mosaico di navi, merci, personaggi dei cartoni animati, ma anche opere pittoriche e fondali oceanici, alberi, minerali: Bleutge oscilla fra quella che è stata definita una fenomenologia lirica della percezione e un’archeologia della natura, fra un paradigma catalogatorio e una dimensione puramente espressiva. Costante nella sua scrittura è la simultaneità fra mondi, fra esterno e interno, fra linguaggi tecnici e specialistici, parole della tradizione letteraria e parole del corpo e del sentire più immediato. L’intreccio di frantumi viene così a creare una Natura più grande che ricomprende macchine, economie, opere d’arte e percezioni fisiche in una totalità che, se smaterializza e dissolve i confini consueti delle nostre esperienze, ci restituisce una realtà aumentata, in cui ci riscopriamo partecipi di un movimento ritmico di incessanti trasformazioni: «disegnare vie come aria nello spazio».
Tommaso Di Dio
N. Bleutge, di notte splendono le navi, La Vita Felice 2025. Traduzione di WANDERING TRANSLATORS. Testo tedesco a fronte.
Nico Bleutge (1972) vive e lavora a Berlino. Nel 2009 redige il radiodramma wasser. steine (“acqua. pietre”), trasmesso nello stesso anno per la serie “Literatur als Radiokunst” (“letteratura come radioarte”) dell’emittente austriaca ORF. Nel 2010 comincia a collaborare con il compositore Arnulf Herrmann all’opera Wasser (“Acqua”), messa in scena per la prima volta nel 2012 durante la Biennale di Monaco. Recentemente ha pubblicato l’antologia di saggi Drei Fliegen (“Tre mosche, 2020) e la raccolta poetica schlafbaum-variationen (“acacia-variazioni”, 2023) per la casa editrice tedesca C.H. Beck. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Kranichsteiner Literaturpreis, la borsa di studio della Deutsche Akademie Villa Massimo di Roma e, più recentemente, il Jean-Paul Preis e il Düsseldorfer Literaturpreis.
WANDERING TRANSLATORS è un collettivo di traduzione condivisa curato da Daniela Allocca, Rosa Coppola e Beatrice Occhini, germaniste di formazione e attive nella ricerca. Dal 2017 cura progetti transmediali e didattici per la diffusione della poesia contemporanea in traduzione, tra cui RadioPoesia, Poesia.Forma. Traduzione, tra.po.co. Ha collaborato con il Goethe-Institut di Napoli e con diversi Istituti italiani di cultura in Germania.
Belle poesie, autore interessante da conoscere senz’altro. Grazie.