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Michel Foucault, Follia, linguaggio, letteratura, Marietti1820 2025

 

I

La disposizione del testo

1. In diversi studi filosofici (Il capolavoro sconosciuto, Gambara, Louis Lambert) il tema esplicito è l’opera assente – e il lavoro della follia.
Gambara, Frenhofer e forse Louis Lambert sono degli anti-dio: fanno all’infinito un lavoro mai completato, un lavoro che non ha riposo né settimo giorno, un lavoro che la loro morte lascerà in rovina.
Ma questo non significa che questi anti-dio siano in una posizione demoniaca; essi non disfano né pervertono un’opera fatta. Non il potere della negazione, ma il potere dell’annullamento. Quel che fanno non è né bene né male, non è niente.
I grandi lavoratori del nulla. Per essere più precisi:

a. Niente, non è il fallimento all’ultimo momento di un’opera che crolla perché manca l’ultimo pezzo.
Non si tratta nemmeno di un perpetuo ritorno al punto di partenza; di un calpestare il punto della prima fase.
Non è nemmeno il vuoto che precede ogni gesto, la contemplazione bianca del pittore di Hoffmann.
È la distruzione attiva e incessante – paziente o furiosa – di un lavoro che non è mai stato fatto. Lo strappo di un’opera che non esiste. La confusione immediata, in un unico gesto, di genesi e distruzione. L’accanimento forte, colorato e rumoroso contro un’assenza.
Scarabocchi.
Il trambusto di Gambara.
Il piede del capolavoro: non è tanto ciò che rimane di un’opera gradualmente schiacciata dal sovraccarico; è piuttosto ciò che emerge come per caso da uno scarabocchio che di per sé costituisce l’intera opera.
È annullamento dell’opera nel movimento stesso che la porta all’esistenza.

b. Da qui l’altro aspetto del tema: quel gesto di annullamento creativo appare come un gesto specifico della follia.
– In effetti, questo gesto abbraccia l’intero ciclo dell’opera, dalla sua nascita alle sue radici ultime. Ma questo ciclo si completa in un solo momento, e comincia sempre da capo.
– La follia:
– si avvicina alla genialità nella misura in cui fa sì che l’opera compia il suo intero ciclo (lo supera, perché arriva fino alla fine);
– si avvicina al misticismo in quanto sfugge al tempo e realizza in un istante ciò che richiederebbe anni di gestazione e secoli di rovina;
– si avvicina alla contemplazione perché vede qualcosa dove non c’è nulla.
La follia non è tanto la causa accidentale, patologica, dell’assenza di un’opera, quanto l’improvviso scontro del tempo e dell’eternità, del reale e del nulla, del mondo e del sogno
– che permette all’opera di essere distrutta nel movimento della sua esistenza;
– che mette in comunicazione l’autore con l’aldilà.
[…]

Da La ricerca dell’assoluto

Come possiamo parlare dei folli e per i folli? Se una nozione universale di follia è incompatibile con il metodo della storia, e più radicalmente con qualsiasi teoria, solo la letteratura, secondo Foucault, può legittimamente parlare il linguaggio sovversivo della follia.

Dalla quarta di copertina

La follia, il linguaggio e la letteratura sono stati al cuore del pensiero di Michel Foucault. Le riflessioni, le conferenze e gli scritti qui raccolti sono per la gran parte inediti e illustrano il modo in cui fra gli anni Sessanta e Settanta il filosofo ha proseguito, riformulato e rivisitato la questione intorno allo status e alla funzione del folle nelle società occidentali e non. Il teatro barocco, il teatro della crudeltà di Antonin Artaud e l’opera di Raymond Roussel, ma anche di Sade, Hölderlin, Balzac e Flaubert diventano riferimenti fondamentali per indagare la strana parentela tra follia, scrittura e analisi letteraria. Si tratta di tredici scritti preziosi che gettano nuova luce su temi che pensavamo di conoscere e che contribuiscono a spostarne notevolmente le implicazioni, rivelando il modo sorprendente in cui Foucault li ha guardati, letti e interpretati.

M. Foucault, Follia, linguaggio, letteratura, Marietti1820 2025. A cura di Henri-Paul Fruchaud, Daniele Lorenzini e Judith Revel. Traduzione di Lorenzo Alunni.

Titolo originale: Folie, langage, littérature, ©Librairie Philosophique J. Vrin, Paris 2019.

Michel Foucault (1926-1984), filosofo, sociologo, accademico francese, fu una delle personalità di spicco della corrente filosofico-antropologica strutturalista e post-strutturalista tra gli anni Sessanta e i primissimi anni Ottanta. Docente del Collège de France dal 1970, è ancora oggi un autore di culto che a decenni dalla morte è indicato come uno degli intellettuali più influenti della nostra epoca. Fra le sue opere più celebri si ricordano Storia della follia nell’età classica (1963); Sorvegliare e punire (1976); Le parole e le cose (1967); La nascita della clinica (1969); La storia della sessualità (1978 e 1985). Marietti1820 ha pubblicato in italiano Discipline, poteri, verità (2008 e 2021).

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