Carsten René Nielsen
LIBRO DI TESTO
Il nostro insegnante ci consegna un libro ciascuno. Ci sono Rimbaud, Max jacob, Benjamin Péret, Arp, Edson, Mark Strand e Simic. A ognuno viene anche data una spazzola e una scatola di detergente in polvere. Il compito è di strofinare ogni singola pagina finché il libro non sarà completamente lindo e bianco e bello. «Ho avuto il mio poeta preferito,» protesto, naturalemente invano. Se lavoriamo sufficientemente sodo, potremo farlo in un semestre, e saremo passati. Allora ci sarà pace finalmente, e potremo vivere in una beata ignoranza. Almeno fino a quando qualche idiota presuntuoso non ricomincerà tutto da capo, dalla prima pagina: i dormitori dei tuorli d’uovo, salsa e così via.
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CARTA DA PARATI
Fa le ombre sul muro: un’ostrica felice, due folte barbe che ballano, il pomodoro elettrico. Sotto le ombre si vedono vari capezzoli che parlano. Staccando leggermente la tappezzeria, proprio dove il muro incontra l’altro muro e forma il cosiddetto angolo, può guardare attraverso una piccola crepa. Lì dentro c’è un parco abbandonato. Il sole brilla da un cielo senza nuvole e su tutti i prati ben curati ci sono piccoli cartelli scritti in un bel Helvetica:
NON DISTURBARE
L’ERBA STA SOGNANDO
C. R. Nielsen, Quarantuno oggetti, TAUT 2021. A cura di Elena Graziano.