Libri

Kate Crawford, Né intelligente né artificiale, il Mulino 2021

 

Chiunque acquisti su Amazon, interroghi Alexa, ricorra a Siri, condivida sul cloud, navighi su Google, interagisce con l’IA: non un raffinato software immateriale bensì una megamachine che saccheggia risorse naturali, lavoro umano, privacy e compromette l’eguaglianza e la libertà.

Dalla quarta di copertina

La immaginiamo come qualcosa di astratto, un asettico amalgama di algoritmi, hardware, dati mentre essa implica una materialità, per lo più ancora opaca, che richiede gigantesche infrastrutture produttive: dai cavi sottomarini che congiungono i continenti ai dispositivi personali e loro componenti, dalla trasmissione di segnali che passano nell’aria all’approvvigionamento di dati estratti da ogni piattaforma e dispositivo che utilizziamo ogni giorno. Per renderla tangibile questo libro ci accompagna in un viaggio attraverso siti minerari, fabbriche, centri logistici e data center necessari a farla «funzionare», mostrando quanto essa comporti lo sfruttamento di enormi quantità di risorse naturali e di lavoro umano e come essa influenzi la vita di miliardi di persone spesso al di fuori di una regolamentazione e di un controllo democratico. La sua fattibilità e sostenibilità dipendono quindi dai limiti che sapremo porre al suo potere.

K. Crawford, Né intelligente né artificiale. Il lato oscuro dell’IA, il Mulino 2021.

Kate Crawford, studiosa dell’impatto sociale dell’IA, è Visiting distinguished professor nell’Università di Berkeley e Senior principal researcher presso Microsoft Research. È co-fondatrice dell’AI Now Institute nella New York University. Tra i suoi libri, «Anatomy of an AI System: The Amazon Echo As An Anatomical Map of Human Labor, Data and Planetary Resources» (con V. Joler, AI Now Institute and Share Lab, 2018).

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