Taccuino

“Fratelli d’Italia, ho vistooo”. Cesare Zavattini a mtn di Bologna

 

Il Taccuino apre la sua prima pagina ricordando, attraverso l’interessante mostra che il museo temporaneo navile di Bologna gli dedica, la figura di Cesare Zavattini, autore, intellettuale e artista poliedrico che ha operato nell’arco dell’intero novecento. Fortemente critico verso la società, è stato un instancabile lavoratore della cultura ricoprendo ruoli diversi e interessandosi alle più svariate forme d’arte.  Maestro del neorealismo, è stato sceneggiatore e regista e ha collaborato con i più grandi registi dell’epoca. Nel 1970 realizzò NON LIBRO + disco, una delle opere più anticonformiste della sua produzione, definito dallo stesso autore «un po’ saggio, un po’ romanzo, un po’ contestazione ad alta voce, e un po’ confessione». Per l’occasione ho chiesto all’amico e curatore della mostra Marcello Tedesco di raccontarci quello che è avvenuto nel periodo che ha preceduto l’inaugurazione.

Mauro Leone

 

Caro Mauro,

stamattina mi hai chiesto di scrivere qualcosa di nuovo sulla vicenda Zavattini a mtn.
Lo faccio un po’ come forse l’avrebbe fatto lui, alla fine di una giornata interminabile, comicamente stanco, distratto, sicuramente disorientato dall’oggettività di qualcosa che improvvisamente, inaspettatamente, riesce.
Come sai la mostra doveva inaugurare nel mese di novembre, dunque sono passati tre mesi nei quali il museo è rimasto chiuso, la mostra muta. Ma non del tutto, difatti in quel periodo ho utilizzato la project room del museo come studio. Mi sembrava una cosa tristissima lasciare queste due sale disabitate, le foto, i quadri e tutto il resto al buio. Così sono passati giorni felici, confesso, nei quali ho lavorato alle mie piccole sculture, sentendo Za dietro le spalle, che se la rideva, umoristico come sempre.
Ogni mattina che entravo lui era già sveglio, seduto alla scrivania che abbiamo messo in fondo alla sala grande, o seduto sul divano a leggere il Bollettino dei Naifs, borbottando parole incomprensibili e vagamente risentite. Una notte, che ero passato a prendere il telefono che avevo dimenticato sulla scrivania, l’ho sorpreso a lisciare coi polpastrelli la superficie di un suo autoritratto argento. Mi ha offerto una sigaretta, marca Matosin, che qualcuno gli aveva mandato da Tel Aviv, dicendomi a brucia pelo malizioso: so che hai sentito Ottiero Ottieri sulla questione ebraica.  Insomma te lo assicuro ci siamo divertiti. Poi una notte l’ho sognato.
L’ho visto di spalle, vestito da monaco zen davanti una giungla piuttosto spaventosa. Si sentivano i rumori delle varie bestie feroci, serpenti dappertutto, perfino sugli alberi. Sembrava una di quelle scene che dipingeva il suo amico Antonio Ligabue. Mi sono detto, non entrerà mica li dentro, ma che, è penetrato sicuro con una specie di machete che gli serviva per aprirsi il varco nella vegetazione. Adesso lo sbranano ho pensato, invece le temibili fiere, serpenti, ragni e scimmie erano immobili e lo lasciavano passare, magicamente ammaestrate o forse sedotte, lui rideva e ululava con una voce tonante che riempiva lo spazio. Ero allibito, intanto la sua figura si perdeva lontana tra gli alberi. Improvvisamente, questa via che aveva aperto a forza di machete si richiuse velocissimamente. Niente, la giungla era tornata come prima, impenetrabile, spaventosa, anche perché le bestie feroci avevano iniziato di nuovo, da capo, a emettere spaventosi suoni.
Mi sono svegliato di colpo ma ho fatto in tempo a sentire la sua voce medievale e umoristica che diceva: ognuno deve aprirsi il suo varco li dentro, capito?
Ecco Mauro questa cosa non l’avevo ancora detta, spero ti abbia fatto sorridere, ora vado a letto che sono stravolto, un abbraccio.

Marcello

 

ASPETTANDO ZA

Una non mostra su Cesare Zavattini
Dalla collezione Massimo Soprani

09|02 – 09|03|2021

Nel celebre poema “The Cantos” Ezra Pound recita con incredibile coraggio che il “paradiso dell’uomo è la sua buona natura”, con analoga forza l’intera attività di Cesare Zavattini (Luzzara 1902, Roma 1989) ha concentrato la sua attenzione sull’essere umano e sulla sua natura nobile e tragica al contempo.

La constatazione dell’inarrestabile, progressiva, demolizione dell’essere umano, ad opera di quelli che Zavattini chiamava, con il suo caratteristico umorismo, i campioni della cultura dei pochi, è stata uno dei motivi che ha guidato tutta la sua multiforme e sfaccettata opera, interamente tesa nell’arduo compito di trovare una strada che disincantasse questo osceno processo.

I documenti autografi, i libri, le fotografie, gli appunti, i manifesti originali, ma anche la sua stessa voce in “Non libro” ed infine l’ultima opera testamento, ovvero il film “La Veritaaaà”, dove Zavattini è sceneggiatore, regista e attore, sono gli elementi in mostra.

Nonostante la collezione di Massimo Soprani, segretario di Zavattini a Luzzara per trenta anni, disponga di moltissime opere di pittura e incisione (inedite), si è deciso per questa prima tappa dedicata al maestro di non concentrare l’attenzione sull’aspetto prettamente artistico, bensì predisporre un territorio dove avvicinarsi al suo nucleo di pensiero. Il quale, conosciuto e approfondito nella sua stupefacente radicalità, potrà, non solo fare apprezzare maggiormente la sua ispirazione pittorica, ma offrire degli strumenti conoscitivi per decifrare l’incredibile contraddizione che vede l’essere umano autore e artefice del proprio declino.

Per comunicare visivamente la mostra e farla vivere nel complesso periodo storico che stiamo vivendo, si è deciso di fotografare alcuni giovani studenti universitari in stretto rapporto con le opere e i documenti esposti. Questa relazione ha lo scopo di comprendere che oggi più che mai l’opera d’arte ha bisogno di essere attivata dall’energia degli esseri umani per concretizzarsi come realtà vitale.

La mostra è curata da Marcello Tedesco e accompagnata da un saggio critico di Antongiulio Vergine.

Orari: martedì, giovedì, venerdì dalle 15 alle 19 solo su appuntamento.
La mostra è sempre visibile dall’esterno del museo.

mtn | museo temporaneo navile
Via John Cage 11/A-13/A – 40129 BOLOGNA

www.museotemporaneonavile.org

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